Un buon racconto

Un buon racconto

Icon 8 Settembre 2017

“Signora, ci farebbe un caffè in cambio di un buon racconto?”

Una volta all’anno nel periodo di ferragosto il nostro trio ormai consolidato si trasforma in un gruppo di pellegrini dei mari di Sardegna, volgarmente autostoppisti.

Questa tradizione va avanti da 3 anni e ogni volta mi chiedo cosa mi spinga a mettere insieme sei t-shirt e uno spazzolino da denti e buttarmi in una provinciale con 39 all’ombra, per girare senza macchina né mezzi la stessa isola in cui sono nato.

Ok, facciamo chiarezza!

Non sono un campeggiatore

In campeggio ci sono andato una sola volta. Never again.

Era diversi anni fa, ferragosto senza ancora niente in programma, ventiquattr’ore prima compare una chat di Whatsapp, ci organizziamo in cinque con uno zainetto ingenuo, le migliori promesse e saliamo in macchina verso l’Ogliastra. Sono poco convinto lo ammetto, non ho nemmeno la tenda ma giurano che l’ha procurata Enrico.
Si andava a raggiungere alcuni amici di qualcuno, già lì da giorni, “Se ci dovesse mancare qualcosa non preoccupatevi chiediamo a loro”. Campeggiatori professionisti insomma, non come noi.

Appena arriviamo me li presentano: noi Ypsilon loro Doblò, noi borsa frigo loro Whirpool A++, noi settimana enigmistica loro Netflix sul 42 pollici.

Finché la ridente palazzina dei loro vicini mi lascia intuire che loro sono piuttosto improvvisati. Macheccazzo ci sei venuto a fare in campeggio?

Non sono un travel luxury enthusiastic blogger

Se proprio mi chiedete di fare il viziato in vacanza, ci provo. E se devo farlo davvero allora lo faccio per bene, chiamo la hall e mi faccio portare il piattino di ananas e melone in Jacuzzi. Per scattarci la foto, non amo l’ananas.
L’ho fatto una volta, ho strisciato una mensilità.

 

Non sono un hippie

Ho conosciuto due hippie durante questo viaggio. Quelli veri, nella Valle della Luna, non il Peace & Love con il trinciato e i grandi valori delle serate reggae.

Avevano la paglia nei sedili di dietro della Renault 4. Noi eravamo sulla paglia, sono sceso, ho ringraziato con cenno del capo e mi son giurato di laurearmi entro la primavera.

 

Sono uno storyteller

Un autostoppista sa che ci sono tanti modi diversi per raccontare la stessa storia.

Davvero vuoi farlo anche quest’anno?

Siamo sul treno alle 7 del mattino, di ritorno da un seratino al Poetto.

“Se ci sono più di tre accordi, è jazz” abbiamo letto nella locandina la mattina stessa del concerto: dimmi solo sì o no, adesso! Se ci pensi 5 minuti in più ci rinunci.

L’altoparlante annuncia la sosta alla stazione di Elmas Aeroporto, si aprono le porte ed entra uno zaino enorme che si siede vicino e ascolta per caso le nostra conversazione: è Jacub o comunque si chiami, un ragazzo australiano grande più del suo bagaglio. Ha in mente di girare per l’Europa, conosce a stento l’italiano e vuole raggiungere San Teodoro.

Dobbiamo portarlo con noi, assunto! Ci scambiamo i numeri e ci organizziamo per vederci durante i rispettivi viaggi, da qualche parte. Non lo rivedremo mai più, ma è stata un’ottima comparsa!

 

Benvenuti sulla SS131

Alle 4 di pomeriggio siamo sul ciglio di una strada, piuttosto presentabili, stirati e pettinati, uno zaino sobrio ma che lascia intuire: dentro abbiamo tutto ciò che ci serve se non dovessimo tornare entro settembre.

La prima versione del nostro viaggio è per Maurizio, che ci sostiene alla grande! Ha vissuto ovunque, a New York, a Miami, viaggiato in camper per gli Stati Uniti, e dopo 10 minuti di conversazione stiamo già visualizzando il prossimo tour in autostop scendendo per i paralleli della West Coast.

Quanto impiega la carta a biodegradarsi?

Ci salutiamo con Maurizio, siamo in mezzo al sole cocente in uno svincolo verso Olbia, intervallo breve in macchina con Vittorio e ci troviamo nella direzione sbagliata!

“Non dovete andare di qua!” ci suggerisce gentilmente una signora che ci avrebbe accompagnato se non fossimo stati fuori strada. Grazie comunque, Vittorio, se ci stai leggendo, non serbiamo rancore.
Osserviamo i rifiuti al lato della strada, ahimè tanti!

Abbiamo il numero di Martina Colombari

Discutiamo sui tempi di smaltimento e troviamo un biglietto apparentemente appena caduto, un foglio A4 ripiegato in quattro, dice: Martina Colombari villa questo e quest’altro, numero questo e quest’altro.

Dobbiamo assolutamente portarla con noi, assunta!

 

Berchidda, pellegrini del jazz e Cacao

Quanto son belle le ragazze che incontri quando vai in vacanza fuori? Mi incantano! Quanto sorridono! Sorridono tantissimo, sono raggianti, hanno una vitalità contagiosa. Ecco, l’autostop in Sardegna è un viaggio all’estero, in un paradiso che è casa tua e ogni incontro ha la stessa vitalità di una ragazza solare! Sei tu, in vacanza, a cambiare atteggiamento.

Arriviamo a Berchidda accompagnati da tre simpaticissimi turisti pellegrini del jazz, regular del festival e praticanti da anni, desiderosi di includerci nella loro combriccola. “Siete anche voi pellegrini del jazz? Domani noi partiamo, vi regaliamo le entrate ai concerti!

Bendisposti ci promettiamo di rivederci più tardi, ma i pellegrini del jazz non pianificano, tutto può accadere.

Incontriamo Cacao (un amabile cagnolino), una barista geniale che al sentirci autostoppisti ci offre aperitivo e buffet, e due gentili signori che a concerto finito ci portano a Sassari nonostante volessimo andare a Olbia. I pellegrini del jazz non pianificano, Martina Colombari ancora non risponde.

Castelsardo, Santa Teresa di Gallura

Aprite Instagram, guardate la galleria di Sardheart.

Quando ti svegli e vedi questi panorami, che questi colori sono reali, alle 8 del mattino mentre mangi un croissant con la sabbia sotto i piedi scalzi, in un chiosco che domina una vista mozzafiato, capisci davvero perché al sentire il nome Sardegna le persone si illuminano.

Procediamo verso le spiagge del nord, il percorso è scandito da incontri casuali, mari trasparenti, docce di fortuna negli stabilimenti, notti a suon di musica nelle cittadine più turistiche della Gallura. Nelle vie pedonali del centro, i gruppetti di ragazzi si conoscono e iniziano la loro estate lunga una settimana ma indimenticabile per anni, le coppie si innamorano di un gelato e di un sorriso e le famiglie si concedono una tregua dai pensieri.

Notte, mare, doccia, via…

Per noi è di nuovo tempo di andare, scivoliamo in strada verso il successivo “Buongiorno signora, ci accompagnerebbe a prossima meta in cambio di un buon racconto?”.

È la moneta di scambio del nostro viaggio, abbiamo solo una storia e abbiamo scoperto che vale. Grazie anche a Massimo, Angelo, Fabrizio, Damiano, Sonia e tutti gli altri, gli argentini, gli spagnoli: ve ne siamo grati.

Poi Palau, traghetto per La Maddalena e ci prendiamo una meritata pausa dai tuffi e dalla salsedine, tiriamo fuori il vestito buono (o meno sgualcito?) e prendiamo posto verso le 9 di sera al tavolo di un locale. Ordiniamo qualche calice di un buon bianco e persi nella mistica dei bars ascoltiamo suonare i Ragazzi Scimmia, “Per noi!”.

Cercateli, taggateli, inviate loro questo pezzo! Sono stati un’incantevole colonna sonora!

 

Ecco perché!

Ora ho le idee più chiare, so esattamente perché ogni anno ci ostiniamo a rivivere un nuovo tour in autostop della nostra isola: è una collezione di emozioni, profumi e incontri che non potremmo avere diversamente!

A ben vedere è un mestiere ingrato quello dell’autostoppista: ti incontri per caso con vite diverse e loro si apriranno con te. Son persone meravigliosamente sconosciute, hanno tanta voglia di chiacchierare e ti daranno tutta la confidenza del mondo. Ascolti e ricambi il piacere, ma devi essere cauto e andare a tastoni, dentro la stessa Duster ci può essere una meritata vacanza o la disperata fuga dalle proprie insoddisfazioni.

Tu sei un venditore di aspirapolveri, intuisci perché ti hanno voluto per 15 chilometri nelle loro vite e racconti la tua storia ben impacchettata in formato speciale per trentacinquenne mamma sulla Yaris. Non significa mentire o essere falsi, semplicemente opportuni, sapersi relazionare con una persona che ti invidia per l’avventura, che ti stimola e trova in te motivazioni e che ha tutto il diritto di vederti come un gioioso giramondo e non come randagio.

Perché sulla Yaris, sulla Panda o sulla Classe E, tutti hanno una storia che non vedono l’ora di raccontare a dei ragazzi che non rivedranno più e in cui possono rispecchiarsi.

 

 

Giorno 1.
Oristano – Berchidda, Time in Jazz festival – Sassari

Giorno 2.
Platamona – Castelsardo – Santa Teresa di Gallura

Giorno 3.
Santa Teresa di Gallura – Palau – La Maddalena

Giorno 4.
La Maddalena – Tempio Pausania – ss131

Giorno 5.
Sassari – Oristano

 

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